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Pronuncia della Corte dei Conti sul blocco della pressione fiscale per il 2016

 
Prima importante pronuncia del giudice contabile sul blocco della pressione fiscale 2016. La Corte dei Conti conferma il divieto generale di incremento della pressione fiscale sia in forma diretta che indiretta.

Per la Corte dei Conti (Deliberazione sez. regionale di controllo per l’Abruzzo 9/2/2016 n. 35/2016/PAR) il comma 26 dell’art. 1 della legge di stabilità 2016 deve necessariamente essere letto in via estensiva, ritenendo il blocco applicabile a tutte le forme di variazione in aumento dei tributi a livello locale, sia che le stesse si configurino come incremento di aliquote di tributi già esistenti nel 2015, sia che consistano nell’istituzione di nuove fonti impositive. Entrambe le predette opzioni fiscali (variazione in aumento delle aliquote e previsione di nuovi tributi) incidono, infatti, sulla pressione tributaria, elevandola. Conseguentemente, il blocco degli aumenti dei tributi e delle addizionali per il 2016 investe tutte le imposte, dirette ed indirette, e tutte le forme di maggiorazione (variazione in aumento e nuova istituzione di tributi), inclusa la costituzione dell’imposta di soggiorno ex art. 4 del D.Lgs 23/2011.





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