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Relazione sui servizi legali attribuiti nel 2015

 

di Alessandra Villa

Questo scritto riguarda la natura dell’incarico di patrocinio legale e prende le mosse dal parere reso al Comune di Mirandola (MO) dalla Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per l’Emilia-Romagna del 22 maggio 2018.

Per effetto dell’entrata in vigore del d.lgs 50/2016 (il “nuovo Codice degli Appalti”) l’incarico per l’affidamento di patrocinio legale si inquadra come appalto di servizi in ragione della nozione di appalto accolta in ambito europeo – più ampia di quella contenuta nel nostro codice civile – ed in linea con i principi di cui all’art. 4 del d.lgs citato che riconduce ai princìpi di economicità, efficacia, trasparenza, imparzialità, parità di trattamento, proporzionalità e pubblicità l‘attribuzione di servizi nell’ambito della Pubblica amministrazione.

Ne consegue che la scelta dell’avvocato esterno all’ente non può essere connotata da carattere fiduciario. E’, dunque, definitivamente superato il precedente approccio che considerava l’incarico di patrocinio legale contratto d’opera intellettuale preceduto da procedura comparativa aperta a tutti i possibili interessati.

I princìpi regolatori il codice degli appalti soverchiano l’affidamento del patrocinio legale: da un punto di vista tecnico – operativo, l’ente in via preventiva effettua una ricognizione interna così da accertare la possibilità per il personale interno all’ente a svolgere l’incarico. Qualora tale procedura non conduca ad un esito positivo, l’Ente è tenuto a porre in essere una procedura di selezione dei candidati <>.

La stesura di un elenco di operatori qualificati – redatto in esito di una procedura trasparente e aperta, oggetto di adeguata pubblicità – costituisce lo strumento che, su base non discriminatoria, consente la selezione degli operatori in ragione delle offerte presentate.


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