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Dipendenti statali: la Corte dei conti boccia il contratto per le Funzioni centrali

 
La Corte dei conti ha deliberato di certificare positivamente l’ipotesi di accordo sulle Funzioni centrali (Ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto Funzioni centrali triennio 2016 – 2018) mettendo in evidenza tuttavia osservazioni e raccomandazioni, ordinando la trasmissione della presente deliberazione all’ARAN, al Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione – Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – IGOP, al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). 
Le osservazioni della Corte possono riassumersi nel seguente concetto: aumenti tabellari e nessun incremento basato sulla produttività. Questo il motivo per cui gli aumenti di stipendio previsti dal rinnovo del contratto degli statali hanno ricevuto un giudizio sostanzialmente negativo dalla Corte dei conti, Sezioni Riunite in sede di controllo, attraverso la deliberazione del 23 marzo 2018 n. 1: i motivi sono da ricercare nei loro principi di base. Risultano, infatti, lineari e piatti, invece che incrementare la produttività e incentivare il merito. La questione vale per le Funzioni centrali, la cui delibera contenente il giudizio è quella in questione.

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