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Disturbo della quiete pubblica: padrone condannato per il cane che abbaia disturbando il riposo dei residenti

 

La Cassazione ha ritenuto colpevole il padrone del cane che non ne ha impedito l’abbaiare e lo ha pertanto condannato a pagare una ammenda di 1.000 €.

La Corte di Cassazione (Sez. III penale, sentenza n. 48460 del 9 dicembre 2015) ribadisce alcuni principi giurisprudenziali consolidati:

  • per il reato in questione è sufficiente l'idoneità della condotta a disturbare un numero indeterminato di persone;
  • l'attitudine dei rumori a disturbare il riposo o le occupazioni delle persone non va necessariamente accertata mediante perizia o consulenza tecnica, pertanto il Giudice ben può fondare il proprio convincimento su elementi probatori di diversa natura, quali le dichiarazioni di coloro che sono in grado di riferire le caratteristiche e gli effetti dei rumori percepiti, sì che risulti oggettivamente superata la soglia della normale tollerabilità.


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