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Corretta quantificazione della quota del 50% dei proventi derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità

 

La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per il Veneto,  con deliberazione 118/2019 si è espressa in merito all’ambito applicativo dall’art. 142 del d.lgs. n. 285/1992.

In particolare, un Sindaco chiede se, con riguardo alle prescrizioni di cui al comma 12-bis dell’art. 142 del C.d.S., ai fini della corretta quantificazione della quota del 50% dei proventi derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità rilevati con apparecchi elettronici sia corretto detrarre da tale quota, oltre alle spese connesse al rilevamento, all’accertamento e alla notifica della violazione, ed a quelle  successive relative alla riscossione della sanzione, anche quelle relative alle spese del personale impiegato nella specifica attività di controllo e di accertamento delle violazioni, comprese le attività svolte dal personale amministrativo interno

I magistrati contabili del Veneto, hanno risposto richiamando il principio già espresso dalla sezione Autonomie con la deliberazione n. 1/2019  secondo cui “Ai fini della corretta quantificazione della quota del 50% dei proventi derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità, di cui all’art. 142, comma 12-bis del d.lgs. n. 285/1992, attribuita all’ente da cui dipende l’organo accertatore, non devono essere detratte le spese per il personale impiegato nella specifica attività di controllo e di accertamento delle violazioni, le spese connesse al rilevamento, all’accertamento e alla notifica delle stesse e quelle successive relative alla riscossione della sanzione”.


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