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Residenza e dimora abituale

 

Per la residenza e la dimora abituale non basta l’occasionale ricezione di corrispondenza.

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una cittadina che contestava il rifiuto del Comune di concederle la residenza.

L’appellante deduceva che ai fini della nozione di stabile dimora dovesse tenersi conto anche della volontà del soggetto e non solo del dato oggettivo della permanenza nel luogo, evidenziando di aver comunque ritirato due raccomandate presso le poste e di aver chiesto di effettuare gli accertamenti della presenza dal giovedì alla domenica, essendo assente negli altri giorni della settimana per motivi di lavoro.

Anche i giudici di secondo grado hanno respinto il reclamo, stabilendo che il concetto di dimora abituale, collegato a quello di residenza, presuppone l’elemento soggettivo della volontà del richiedente, che deve pur sempre desumersi dalle consuetudini di vita e dalle relazioni sociali, non essendo sufficiente la presenza durante le vacanze estive.

Corte di Cassazione Civile 28/5/2018 n. 13241


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